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Le inchieste degli alunni di 2LV2

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Le inchieste degli alunni di italiano di 2nde

 

 

 

IMPORTANTE :

Una donna è stata trovata assassinata ieri …

 

 

Ieri mattina , una donna è stata trovata morta in un canale di Venezia . Si chiamava Laura Bacchi aveva solo trentacinque anni. Abitava in via dei Maggi n°1 e era la dirigente di un compagnia farmaceutica che è andata in bancarotta cosi lei ha licenziato alcuni dei suoi dipendenti …

L'ispettore Farengialli si è occupato di quest'indagine . La polizia ha ritrovato l'arma del delitto in un bidone vicino al canale , era una piccola pistola nera .

 

C'erano due testimoni :

Luca Michi e Mario Giuba che hanno visto brevemente la scena perché abitavano accanto alla vittima .

 

I medici pensano che il delitto sia successo intorno alle 21. I testimoni hanno detto di avere visto un uomo piuttosto alto e muscoloso che portava dei vestiti neri . Ha catturato la donna da dietro e le ha sparato prima di gettarla nell'acqua . Poi , l'uomo è andato via alla velocità di una freccia ma si è strofinato contro un muro .

 

L'ispettore aveva due sospetti :

Pierre Diagio e Michele Giocaty sono stati feriti con una pistola dalla vittima e volevano vendicarsi …

 

Dopo aver esaminato le barche dei sospetti, l'ispettore ha concluso che S.Giocaty era colpevole perché il suo entrobordo nero è danneggiato . È stato condannato a 15 anni di carcere .

 

 

de Lignières Charlotte, « Corriere della sera », 09 dicembre 2013

 

   

N°1079

Sabato 16 Marzo 2013

La Repubblica

Una disputa che è finita male…

 

Il sabato 9 marzo è stata una brutta giornata per tutti gli ammiratori e i fan di Michele Tarticci. In effetti, il famoso cantante italiano, di passaggio a Venezia per fare qualche concerto in diversi bar, è stato ritrovato morto sabato 9 marzo. Il corpo del giovane di 28 anni, originario di Palermo in Sicilia, è stato scoperto sabato mattina presto da un vecchio pescatore alle 05.30. Il corpo era in un vaporetto bianco e nero che sostava nel Gran Canale.

La squadra dell’ispettore Farsetti ha aperto un’inchiesta e ha, sfortunatamente, potuto concludere che si trattava di un assassinio. Secondo il medico legale, Michele Tarticci è stato assassinato nella notte tra venerdi e sabato verso l’01.00. Il giovane è stato pugnalato a varie riprese e l’arma, un piccolo coltello, è stato ritrovato vicino al corpo. Secondo il rapporto della polizia, Michele si è fatto assassinare dopo un concerto in un bar. I poliziotti hanno anche precisato che c’erano tre testimoni.

Il primo, il gestore del bar, ha affermato che Michele aveva finito il concerto a mezzanotte. Più tardi, ha sentito delle grida ma non si è preoccupato. Il secondo, che si chiama Paolo Lancia, un giovane cantante veneziano, ha detto di avere visto due persone su un vaporetto che litigavano violentemente. Ma poiché era buio, non aveva potuto vedere i loro visi. Ma l’ispettore aveva dichiarato che Paolo Lancia era un potenziale sospetto perché aveva un movente. In effetti, doveva fare, anche lui, qualche concerto a venezia ma i concerti erano stati annullati a causa della venuta di Michele.

 

 

 

Dunque, Paolo aveva potuto volere assassinare Michele perché gli faceva ombra. Infine, l’ultimo testimone, una fan di Michele, era anche lei una potenziale sospetta perché ha affermato di avere visto tutta la scena ma non si ricordava di alcuni dettagli e la sua testimonianza presentava delle incoerenze. Dunque, poteva essere l’assassina.

Ma la polizia, che non trovava le prove per smascherare l’assassino, ha chiesto l’aiuto del famoso indagatore Dylan Dog, di passaggio a Venezia per un’altra inchiesta. Dylan Dog ha allora trovato una prova che la polizia non aveva sfruttato : il telefonino della vittima. In effetti, conteneva dei messaggi di minaccia mandati da una certa Lucia Pietra. Si tratta della fidanzata di Michele Tarticci.

Dopo avere ritrovato la sua traccia e dopo un lungo interrogatorio, ha finalmente finito con il confessare tutto. Secondo l’ispettore, ecco le sue parole : “Amavo tantissimo Michele e facevo tutto per lui. Mi occupavo dei suoi appuntamenti, organizzavo i suoi concerti e pianificavo tutto. Ma non mi ringraziava mai. In più, si allontanava da me ! Allora, per farlo reagire, gli mandavo dei messaggi di minaccia ma questi non cambiavano niente. Allora, ho deciso di dargli un appuntamento su un vaporetto che avevo affittato. Ma niente è andato come previsto. Abbiamo litigato e mi ha dichiarato che voleva lasciarmi, me ! Non era possibile ! Allora, in uno scoppio d’ira, ho preso il coltello che avevo sempre nella mia borsetta e l’ho pugnalato...”

 

Lucia Pietra è stato giudicata ieri e secondo molte fonti, sarebbe stata condannata a più di venti anni di prigione...

 

 

Manon Poirier

 

 

Umbria

 

 

Perugia: L'omicidio del sindaco di Perugia finalmente risolto

 

 

La notte dal 27 al 28 ottobre 2013, la signora Marini Catiusca, sindaco di Perugia è stata trovata dall'uomo delle pulizie, strangolata nel suo ufficio, in municipio che si trova in Corso Vannucci n°19 con il tricolore, all'età di 46 anni. L'ispettore Feliciano Conti è stato incaricato dell'inchiesta. Due persone hanno attirato l'attenzione dell'ispettore: Alfio Russo, il rivale diretto di Catiusca per la carica di sindaco e Diana Minna, l'amante di suo marito. Alfio Russo ha affermato di essere ritonato a casa sua alle 22.00, mentre Diana Minna era con il signor Castiusca a casa. Un testimone ha visto le due persone ritornare a casa della signora Minna. Il signor Sergio Zitello, l'uomo delle pulizie ha detto di avere visto il signor Russo alle 23.30, l'ora dell'omicidio. Le impronte delle scarpe del signor Russo dentro l'ufficio della vittima hanno consentito all'ispettore Conti d'arrestare il criminale, il signor Russo.

 

 

Victorien MoreauIl Giornale dell'Umbria” 13/12/2013

 

 

Amicizia distrutta dall'amore

 

Una giovane donna di nome Isabella Ramazzotti di 39 anni, che era

pittrice e che viveva a Napoli con suo marito, in via Leonardo n°39 è stata assassinata il nove novembre 2013. Quel giorno, Giulio Ramazzotti, il marito di Isabella, aveva avuto un'importante riunione e era restato al lavoro fino a molto tardi, ha chiamato Isabella in serata per dirle che non sarebbe tornato a casa per mangiare. Dopo tre ore di riunione, Giulio è ritornato a casa sua e è andato direttamente in cucina senza preoccuparsi di andare a vedere sua moglie, perchè sapeva che lei dormiva, poichè Isabella andava a dormire alle 22.00. Ha mangiato in fretta e si è diretto nella sua camera, quando è arrivato, non ha visto sua moglie a letto. Ha trovato la cosa strana, ha chiamato sua moglie in tutta la casa, nessuna risposta, l'ha cercata in casa e ha visto che la sala da pranzo era illuminata, è andato nella sala e ha trovato sua moglie morta per terra con un coltello piantato nel torace, una mano di Isabella sul manico del coltello. Il marito ha immediatemente chiamato la polizia. L'ispettore Mariotti ha diretto l'inchiesta. Prima ha pensato a un sucidio, ma la sala da pranzo era in disordine allora ha chiesto a tutte le persone del quartiere se avessero visto qualcosa. Nessuno aveva visto o sentito niente, ma non si è scoraggiato. È andato dalla vicina di casa dall'altra parte della strada ; ha interrogato la vicina che ha veduto qualcosa. La vicina si chiama Chiara Traviata e è diventata l'unica testimone, ha detto di avere visto alle 20 una donna che è andata in casa di Isabella. La vicina sapeva chi era perché la donna andava spesso a casa di Isabella perchè era la sua migliore amica, il suo nome è Rosi Tozi. Chiara ha anche sentito urlare nella casa di Isabella e ha visto che Rosi è uscita dalla casa alle 22. 00. L'ispettore ha allora chiamato Rosi e le ha posto le seguenti domande : « Perchè è andata a casa di Isabella ? » «  Che cosa ha fatto ? » E altre domande... L'ispettore ha allora sospettato il marito di Isabella e Rosi Tozi di avere una relazione, sono diventati i due principali sospetti. Ha fatto un'indagine sulle due persone e l'ispettore ha scoperto che Giulio Ramazzotti aveva un alibi : aveva una riunione importante. Ma per Rosi, l'ispettore non ha trovato un alibi, così lei è diventato il primo sospetto. L'ispettore l'ha chiamata e ha fatto delle domande che sono state rivelatrici. Rosi è stata presa in trappola, piangeva. Dopo due ore di interrogatorio, ha confessato che era stata lei ad uccidere la sua migliore amica, la domanda è : PERCHÉ ? Rosi ha cominciato a spiegare all'ispettore che doveva vedere Isabella per dirle qualcosa e Isabella si è arrabbiata, Rosi ha detto all'ispettore che Isabella non ha voluto fare quello che voleva Rosi ! L'ispettore non ha capito niente, allora ha chiesto a Rosi : « Che cosa ha detto a Isabella ? » Rosi ha risposto che amava Giulio e ha chiesto a Isabella di separarsi da Giulio, era sorta allora una violenta discussione. È per questo che l'ispettore aveva visto la sala da pranzo in disordine. Rosi ha allora confessato di avere ucciso Isabella con un coltello, e dopo avere realizzato il suo gesto, voleva fare passare l'omicidio per un suicidio, ma l'ispettore sapeva che era un omicidio, allora Rosi è stata immediatamente arrestata per omicidio. Un'amicizia che è stata distrutta dall'amore.

 

 

 

L'unità - Justine WALLART – 13 dicembre 2013

 

 

Il santo crimine

Il lunedì venti settembre, i poliziotti hanno scoperto un corpo nel parco della città di Firenze ma non hanno trovato indizi né l’arma del delitto. Sanno solo che è stato colpito a morte. La vittima era Carlo Parlini, e aveva 48 anni. Abitava nel centro della città. Era uno storico. È morto la domenica alle ventidue. L’ispettore incaricato di questa inchiesta era Michele Fabrini.

I poliziotti hanno interrogato le persone che erano vicino al delitto per sapere se avessero visto qualcosa ma nessuno ha veduto niente. Allora hanno lanciato un appello a testimoni. Una donna ha detto che aveva visto la vittima entrare nella chiesa vicino a casa sua alle venti.

Dunque, i poliziotti sono andati in chiesa per interrogare il prete, Giacomo. Questi ha detto che la vittima era venuta per confessarsi, dopo un uomo ha raggiunto la vittima e sono andati via insieme. Il prete non sapeva chi fosse l’uomo.

Allora l’ispettore ha interrogato la famiglia per sapere chi fosse l’uomo e che facesse la vittima in chiesa. Ma la famiglia non sapeva chi fosse e perché Carlo fosse in chiesa poiché non era credente, anche se faceva delle richerche sulle teorie religiose. I parenti hanno detto che poteva essere l’ex-compagno della sua fidanzata. L’ispettore ha interrogato il sospetto :la notte del delitto, nessuno sapeva ciò che avesse fatto, allora l’ha incarcerato.

Ma un altro testimone ha visto vicino al parco un uomo che era alto e snello con i capelli neri. Quest'uomo non somigliava al sospetto ma piuttosto al suo collega che voleva un finanziamento per fare altre ricerche diverse da quelle della vittima.

Ma l’ispettore si è detto che qualcosa non andava. Allora è ritornato sul luogo del delitto, e quando l’ha ispezionato, ha scorto un rosario, fatto strano poiché sapeva che la vittima non era un cristiano. Allora è andato in chiesa per chiedere al prete perchè avesse ucciso la vittima. Il prete ha confessato che Carlo Parlini aveva scoperto un testo che provava che Dio e il Cristo non sono mai esistiti. E ha detto di averlo ucciso con un crocifisso per punire Carlo dei suoi atti.

Le ricerche della vittima sono sparite con lei. Il prete, Giacomo, è stato incarcerato per vent’anni.

Victor, Polido,

La Gazzetta,

Il 7 dicembre 2013.

 

 

Una storia di invidia

 

La vittima si chiamava Elsa NOIA, era una contabile di 30 anni è morta in via del drago n° 21 a Chinon in Francia.

Ecco la storia:

 

Il mercoledì 2 marzo, la sera, la famiglia NOIA festeggiava il compleanno di Antoine il figlio di Elsa e Cédric NOIA con la sorella di Elsa, Blandine. Alle 21.15 Elsa aveva bevuto dell' acqua in cucina e è morta. L'ispettore é arrivato alle 21.30 a casa dei NOIA, ha cominciato con l' interrogare i testimoni. La sorella di Elsa era in salatto con Antoine, giocava con il gatto. Il marito di Elsa, era in garage per prendere il regalo di Antoine. Per l'ispettore, Cédric avrebbe potuto versare il veleno durante la sua assenza, prima che Elsa entrasse in cucina, per avere tutto il denaro d'Elsa. Ma Blandine aveva potuto versare il veleno mentre Elsa giocava con Antoine e proporre il bicchiere d'acqua a Elsa. L'ispettore ha scoperto il DNA di Blandine sul bicchere della vittima e le tracce di veleno sulla giacca di Blandine. Ha assassinato Elsa per prendere il suo posto e diventare come lei.

L'ispettore ha concluso che si è trattato di un delitto di invidia.

 

 

Marie ROUCOU

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